La Cartapesta e la manualità d’eccellenza degli Artigiani in Puglia

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Cartapesta pugliese
La cartapesta pugliese nei personaggi del presepe

Anche se in quest’anno di crisi nemmeno le pubblicità televisive vogliono ancora scoprirsi, il Natale non è lontano, per fortuna. Sarà un Natale di crisi appunto e mangeremo un solo panettone per tutta la famiglia allargata, un pandoro magari senza lo zucchero a velo sopra, un po’ di dolci tradizionali che arriveranno a fatica al 26 dicembre e poco torrone…tanto fa male ai denti!
E poi non possono mancare l’albero di Natale, ma per quello fortunatamente ce la caviamo con i festoni e le palle accatastate negli anni di grassa, e il presepe. Qui può nascere il grande problema perché, come succede ogni anno, quando andiamo ad aprire la scatola dei pastori c’è sempre qualche cosa che non va: al pastorello seduto manca irrimediabilmente la testa, alla lavandaia è misteriosamente sfuggito il tavolo di lavoro, alla fornaia sono saltate le mani…poverina. Come risolvere questo problema senza spendere troppo?
Basta rivolgersi ai grandi artigiani della cartapesta pugliese, leccese in particolar modo, che da secoli portano avanti questa grande tradizione artigiana nata proprio per la rappresentazione “tridimensionale” delle immagini sacre.

Nella storia la cartapesta ha conosciuto il periodo di maggior diffusione tra XVII e XVIII secolo, fornendo la materia prima per capolavori scultorei che ancora oggi si possono ammirare in molti edifici religiosi, soprattutto del Salento, in particolare Lecce, che nel Settecento ha sviluppato una tradizione iconografica propria e distante dall’altro centro focale della produzione della cartapesta meridionale, Napoli.
Il primo cartapestaio di cui si conosce un’opera autografata, una statua di San Lorenzo in provincia di Lecce (Lizzanello) datata 1782, è Pietro Surgente, detto Mesciu Pietru de li Cristi e grandi cartapestai sono stati Raffaele Carretta, Giuseppe Manzo, Antonio Maccagnani, Cesare Gallucci, Pietro Indino, Luigi Guacci.
Da oggi in poi bisogna vedere la cartapesta con altri occhi e sceglierla per il nostro Natale di crisi non come un semplice ripiego ma come una forma artigianale altra dalla grande storia.

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